Pollicino 2.0 - La grande privazione

 

Ideazione e Azione: SARA CATELLANI | ELISA FERRARI | DAVIDE MANICO
Testi: Annalisa Manico in collaborazione con CPJ
Video: Marco Misheff
Speaker: Marco Masello
Interprete video tutorial: Michele German
Produzione: Ass. Cult. Terra di Nod | COLLETTIVO PIRATEJENNY
Co-Produzione: Scarlattine Teatro Campsirago
Con il Sostegno di: NEXT_Laboratorio delle Idee (AGIS&Regione Lombardia); Inteatro (Polverigi - AN); Quelli di Grock (Milano); Con.COr.D.A. (Siena).

Progetto semifinalista al Premio Scenario 2013; Progetto selezionato per NEXT_Laboratorio delle Idee (AGIS e Rgione Lombardia); Progetto Vincitore del Bando di Produzione Campsirago 2014-2016. Progetto selezionato dalla Rete Anticorpi XL.

 

TAPPA #2 TRILOGIA DELLA FAVOLA
Dopo aver analizzato e sperimentato la complessa dinamica del racconto e dei ruoli nella favola di Biancaneve il prossimo obiettivo è quello di affrontare una seconda fase che ci permetta di sviluppare nuovi segni coreografici e performativi in una nuova scrittura del racconto. La seconda tappa del nostro progetto sul fiabesco è Pollicino. Sul piano della realtà la favola è paradossalmente l’organizzazione testuale più compiuta perché è sintetica. Essa è un ottimo strumento per la stessa sintesi a cui aspiriamo attraverso l’uso del corpo. Nella fase di raccolta del materiale e nell’avvio di questa nuova analisi abbiamo individuato alcune aree tematiche che necessitano di un approfondimento.

Perché Pollicino?
Perché è un contenitore di simboli contemporanei fluidi che potenzialmente potrebbe esorcizzare e spiegare paure, azioni e incubi ricorrenti e portarci a esplorare le diverse modalità con cui i moderni Pollicino si accingono a fronteggiarle. Biancaneve ci ha fornito simboli carichi di significato, simboli stabili e stereotipati come la mela e lo specchio Simboli che ci hanno portati a scegliere la via della sottrazione. In Pollicino ci ritroviamo a fronteggiare contenitori di significato molto più volatili e fluidi. Qui non ci sono oggetti divenuti cliché ma grandi aree significanti, come l’immagine del percorso di sassi per ritrovare la strada di casa. Per Pollicino nutriamo un misto di timore e ammirazione. Riconosciamo a lui il genio creativo del self made man allo stesso tempo ci lascia sgomenti la machiavellica crudeltà e freddezza. Di Pollicino ci affascina la complessità moderna dell’eroe creativo che si muove in una zona pericolosa e cresce sperimentando trucchi sempre più complessi. Del precedente studio vorremmo approfondire la struttura delle scatole cinesi, l’interazione con lo spettatore e la possibilità di riscrivere nuove versioni dei fatti attraverso uno slang attuale.

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