Campioncini

 

Autori e performer: ELISA FERRARI | DAVIDE MANICO
Produzione: CollettivoPirateJenny e Associazione Culturale Terra di Nod
Assistente alla Regia e Organizzazione: Marco Masello
Testi: Annalisa Manico | Davide Manico
Thanks to: Anna Raffaglio, Antonella Bruno, Opera_di_Polvere - Milano, Scorta Civica Marosi - Milano, s28 Dance Factory
Vincitore del bando PRESENTE FUTURO 2011 | Teatro LiberoIncontroAzione Stabile d'Innovazione della Sicilia

 

Il progetto nasce dalla volontà di sviluppare un doppio ritratto di soggetti colti nel quotidiano life-show del volersi sentire adeguati. In scena un uomo e una donna sono numeri, codici e cifre di un campionario umano alle prese con altrettanti fragili tentativi di sentirsi adatti a qualcosa. Come modellini omologati, campioncini di felicità sintetica, tester di identità usa e getta, due personaggi, un uomo e una donna, il primo uomo e la sua costola, si impegnano ad essere protagonisti del proprio piccolo show.

In un continuo gioco di esposizione/esibizione in cui le non-regole vengono velocemente ribaltate e all'interno di uno spazio d'azione dove il corpo diviene un oggetto tra gli oggetti, i due performer divengono una fredda appendice dello spazio. Essi sono un tic autoerotico balbettante, un campionario di donne e uomini che hanno fatto di Glamour e Men’s healt la loro via d’accesso alla salvezza, la loro Bibbia, il loro contemporaneo testamento.

Questi stolti mini-supereroi del quotidiano sono schiavi del fitness e del body power ed inclini ad una felicità sintetica. Si fanno veicolo di un’accumulazione di oggetti quale freddo prolungamento della propria presenza nel mondo; come se questi oggetti fossero l’estensione stessa della loro anima sottoforma di merce, in una dimensione in cui il soggetto è un Io che tende all’auto-obl-Io.

 

RASSEGNA STAMPA

 

"Si ride per l'intelligenza delle battute e la danza è un disperato equilibrio"

 

Eleonora Lombardo - LA REPUBBLICA (Palermo) - 28 Aprile 2012

 

"L'uomo e la sua costola, tra tocchi umoristici e ironici ammicchi, colgono la mobilità di trasformazioni in cui l'apparenza gioca il suo ruolo dominante e il corpo si fa docile strumento in un mobile caleidoscopio di flash su una realtà inafferrabile nella sua epidermica scorrevolezza. Vi si prestano ad individuarne i tratti, colti con rapido sguardo, Ferrari e Manico con scioltezza scenica e di effetti coreografici e con l'intento di proporre vivacemente ma con l'oggettività di scatti fotografici, la mutevolezza con cui gli esseri umani si adeguano al mondo in passività"

 

Sara Patera - Il Giornale di Sicilia - 28 Aprile 2012